Castello
di Montecchio
Vesponi
Toscana - Italia
Il Castello di Montecchio Vesponi - 1014 - 2014
Il Castello di Montecchio Vesponi si presenta come una cinta muraria turrita e merlata che cinge la sommità di un monticello (Montecchio) che domina la Val di Chiana, proprio come nella famosa mappa di Leonardo. Nel 1014 troviamo per la prima volta menzionato il castello come Castrum Montis Guisponi, con questo toponimo antico dalle oscure origini. Il castrum doveva riconoscere privilegi alla non lontana Abbazia di Farneta, pur facendo parte dei territori posti sotto la giurisdizione dei potenti Marchesi del Monte.
Il Castello di Montecchio Vesponi è - oggi - l’ultimo baluardo medievale rimasto, parte di questa nostra storia locale fatta di continue battaglie e di campanilismi feroci, traccia di un paesaggio scomparso che ritroviamo intatto negli sfondi di alcuni dipinti del Beato Angelico o del Sassetta.
In
tempi recenti il castello è tornato a vivere grazie
ad una serie di restauri realizzati in collaborazione tra proprietà privata
ed enti pubblici quali: il Ministero per i Beni Culturali e il Ministero
dei Lavori Pubblici.
Se negli ultimi anni l’immagine del castello ha girato tutto il mondo, su di un coloratissimo francobollo della “Serie dei Castelli d’Italia”, molte sono state le manifestazioni ospitate, le mostre d’arte (ultima quella con opere di Manzù), i concerti, gli spettacoli folcloristici ed in vernacolo… E tra i personaggi illustri giunti fin qui ricordiamo la Regina Madre d’Inghilterra, venuta a conoscere il più importante dei possedimenti di un antico suddito: John Hawkwood. Quel Giovanni Acuto dell’affresco di Paolo Uccello in Santa Maria del Fiore a Firenze, effigiato sul foglietto filatelico del francobollo. L’idea del francobollo, emesso nel 1986, è nata durante una riunione del Lions Club Cortona-Valdichiana, che ha poi sponsorizzato una suggestiva illuminazione del monumento, che lo rende ancora più godibile nelle ore notturne, incastonato nel buio come una gemma preziosa.
Il Castello di Montecchio Vesponi, che è entrato alla grande nel terzo millennio con il restauro del nucleo difensivo di torre d’avvistamento e cassero, si prepara a festeggiare i suoi mille anni di storia documentata, 1014 - 2014, con una serie promettente d’iniziative e progetti in corso d’opera.
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Il Castello di Montecchio Vesponi visto da Daniela Piegai
Un sogno di pietra, o forse, più semplicemente, il guardiano della nostra storia, questo è il Castello di Montecchio: racconta le vecchie favole di guerra e di amore, la materia di cui sono intessute le vite degli uomini di tutti i tempi.
Il Castello di Montecchio
oggi ospita mostre, concerti
e manifestazioni culturali, riunendo sotto le
sue torri
una comunità che ne riceve riparo dagli assalti
del pressappochismo e dell’effimero,
esattamente
come
nel medioevo difendeva
dagli assalti delle armi.
Eppure, come le specie in pericolo che cerchiamo
di salvare dall’estinzione,
anche il castello può sparire, interrompendo
il filo della memoria,
la narrazione
che ci lega al passato
e rende migliore il nostro presente.
Ecco perché il senso di identità e il fascino che emana,
ci
caricano di una responsabilità: perché non sia la nostra generazione
a lasciarlo andare
in rovina senza fare nulla. Perché possa continuare
il suo racconto, parlando anche di noi alle generazioni future: come moderne
dame e cavalieri che lo hanno protetto dal tempo-nemico che sta cercando di
farlo irrimediabilmente capitolare sotto il peso dei secoli e delle intemperie.
La proprietaria Orietta Floridi Viterbini, l’ultima “erede” di Giovanni Acuto (Sir John Hawkwood) - l’Acuto, ci ha messo l’anima, e lo si sente quando, nei giorni di apertura al pubblico, illustra la storia del castello ai visitatori.
Ma un bene come questo ha bisogno delle energie di tutti per sopravvivere: si cercano quindi sponsor che vogliano legare il loro nome a questa storia che continua da più di mille anni. Anche perché molte possono essere le sorprese: quali misteri sono custoditi sotto i terrapieni ricoperti di manto erboso o sotto le macerie delle casette distrutte dell’antico borgo?
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Daniela Piegai - giornalista,
consulente e docente di comunicazione, autrice di una decina di romanzi
di fantascienza e di fantasy, di saggi, e della biografia romanzata: “Giovanni
Acuto da una favola inglese a una chimera toscana”.
Premio Italia e Premio Europa.
Al suo attivo anche un centinaio di novelle tra cui una ispirata al castello: “La fabbricante di storie”, divenuta fumetto con le illustrazioni di Marinella Di Gennaro:
Pittrice. Mostre in Italia e all’estero.
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