Castello
di Montecchio
Vesponi
Toscana - Italia
Mille anni di storia di Montecchio
Il ‘Castrum Montis Guisponi’ - costruito chissà quando
e da chissà chi - compirà ben presto mille anni di notizie storiche
documentate. Le prime risalgono al 1014, momento in cui venne riconosciuto
dall’Imperatore Enrico II un privilegio alla vicina e potente Abbazia
di Farneta.
In realtà il luogo, a detta degli esperti, è stato
sicuramente frequentato fin dall’epoca preistorica grazie alla posizione
strategica ed alla necessità degli uomini d’insediarsi in luoghi
facilmente difendibili.
Appartenuto ai Marchesi del Monte, passò nelle
mani degli aretini, che lo ricostruirono, forse più grande, sicuramente
più possente, atto ad ospitare molti “fuochi”. Alto su una
collinetta o monticello ai margini della Val di Chiana, il castello seguì la
sua storia. Reso importante dall’impaludamento ( mappa di Leonardo) che
rendeva obbligato il passaggio di grossi eserciti sotto le mura imponenti.
Per questa ragione a lungo conteso tra Arezzo, Firenze e Perugia, fino a cadere
nelle mani del Capitano di ventura inglese Giovanni
Acuto.
E quando tutta la zona passò sotto il saggio governo dei fiorentini,
con quella pace che tanto temeva l’Acuto, il castello decadde, abbandonato
dai suoi abitanti che si spostarono nella valle finalmente bonificata.
Cancellata la propria autonomia comunale, dimenticato da tutti, ebbe un ritorno
di splendore con il banchiere senese Giacomo Servadio, che
dopo l’unificazione italiana, acquistò la Fattoria Granducale
di Montecchio. E dalla sua Villa, guardando in alto verso la sommità della
collina, concepì il suo “sogno gotico”: acquistò il
castello - casa per casa, rudere per rudere - mise il grande portone chiodato
e coronò di merli la cinta muraria. Dopo di lui Maria Gattai, ben
più pratica, consolidò la torre di avvistamento.
E, infine, l’ultima proprietaria 0rietta Floridi Viterbini, che
ha ricevuto un premio internazionale per il recupero e riuso del monumento,
più tardi inserito nell’ Albo d’Oro delle Dimore Storiche
D’Italia, ha fatto una scelta prettamente culturale: visite guidate,
mostre, concerti, teatro, rievocazioni storiche... Collaborazioni con
Università italiane e straniere, ragazzi delle scuole che studiano il
Medio Evo... Da quasi trent’anni questo progetto continua - grazie
ai molti amici - arrivando
fino ad oggi.
Vicino a compiere mille anni documentati, Montecchio si vuole festeggiare alla grande: per questo sta radunando ogni forza per completare il necessario consolidamento di quanto rimasto e provvedersi di quelle strutture ed attrezzature indispensabili per inserirsi nel futuro a pieno titolo.
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