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Castello

di Montecchio

Vesponi

Toscana - Italia

Foto treatta dalla ricastruzione fatta dalla BBC nel 1980

Mille anni di storia di Montecchio

Il Castrum Montis Guisponi’ - costruito chissà quando e da chissà chi - compirà ben presto mille anni di notizie storiche documentate. Le prime risalgono al 1014, momento in cui venne riconosciuto dall’Imperatore Enrico II un privilegio alla vicina e potente Abbazia di Farneta.
In realtà il luogo, a detta degli esperti, è stato sicuramente frequentato fin dall’epoca preistorica grazie alla posizione strategica ed alla necessità degli uomini d’insediarsi in luoghi facilmente difendibili.

Appartenuto ai Marchesi del Monte,  passò nelle mani degli aretini, che lo ricostruirono, forse più grande, sicuramente più possente, atto ad ospitare molti “fuochi”. Alto su una collinetta o monticello ai margini della Val di Chiana, il castello seguì la sua storia. Reso importante dall’impaludamento ( mappa di Leonardo) che rendeva obbligato il passaggio di grossi eserciti sotto le mura imponenti. Per questa ragione a lungo conteso tra Arezzo, Firenze e Perugia, fino a cadere nelle mani del Capitano di ventura inglese Giovanni Acuto. E quando tutta la zona passò sotto il saggio governo dei fiorentini, con quella pace che tanto temeva l’Acuto, il castello decadde, abbandonato dai suoi abitanti che si spostarono nella valle finalmente bonificata.

Cancellata la propria autonomia comunale, dimenticato da tutti, ebbe un ritorno di splendore con il banchiere senese Giacomo Servadio, che dopo l’unificazione italiana, acquistò la Fattoria Granducale di Montecchio. E dalla sua Villa, guardando in alto verso la sommità della collina, concepì il suo “sogno gotico”: acquistò il castello - casa per casa, rudere per rudere - mise il grande portone chiodato e coronò di merli la cinta muraria. Dopo di lui Maria Gattai, ben più pratica, consolidò la torre di avvistamento. E, infine, l’ultima proprietaria 0rietta Floridi Viterbini, che ha ricevuto un premio internazionale per il recupero e riuso del monumento, più tardi inserito nell’ Albo d’Oro delle Dimore Storiche D’Italia, ha fatto una scelta prettamente culturale: visite guidate, mostre, concerti, teatro, rievocazioni storiche... Collaborazioni con Università italiane e straniere, ragazzi delle scuole che studiano il Medio Evo... Da quasi trent’anni questo progetto continua - grazie ai molti amici - arrivando
fino ad oggi.

Vicino a compiere mille anni documentati, Montecchio si vuole festeggiare alla grande: per questo sta radunando ogni forza per completare il necessario consolidamento di quanto rimasto e provvedersi di quelle strutture ed attrezzature indispensabili per inserirsi nel futuro a pieno titolo.