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Castello

di Montecchio

Vesponi

Toscana - Italia

illustrazione del castello

IERI

Gabriele Taddei,    "Poteri e spazi del potere sulle sponde delle Chiane. Montecchio e Castiglione: la storia di un lungo confronto (secoli XII-XV)"

Il testo che segue riproduce, con

Documentary Movies
minime variazioni, quanto esposto dall'autore in occasione della tavola rotonda tenutasi presso Montecchio il 24 Luglio 2009 in seno all'iniziativa <<Le Notti dell'Archeologia>>

Quella che mi accingo a narrare è una storia con molteplici protagonisti. Tanti quanti furono i poteri politici, che, a più livelli, nel corso di quattro secoli, risultarono attivi nel limitato contesto della Valle di Chio, sulle sponde orientali della Chiana. Ad un primo livello, come il titolo stesso suggerisce, le comunità di Montecchio e Castiglione. Due realtà più volte confliggenti, occupate a contendersi l'egemonia sull'area o, di volta in volta, su porzioni limitate di essa. Due realtà cui, almeno dalla metà del XIV secolo, se ne aggiunse una terza, inedita e particolarmente intraprendente: quella della signoria tarlatesca di Montanina capace, nell'arco di circa un quarantennio, militando nello schieramento filovisconteo, di attrarre gran parte delle contrade più orientali del distretto castiglionese. Ad un livello superiore, altri protagonisti. I comuni cittadini di volta in volta in grado di sottomettere, in forme più o meno costringenti, le stesse comunità di Castiglione e Montecchio, suscitando in loro reazioni diseguali, talvolta di resistenza, talvolta di adesione: Arezzo che dominò su entrambi i castelli dalle origini della parabola comunale fino al 1340 circa; quindi Perugia dal la metà del XIV secolo fino al 1369 circa; poi di nuovo Arezzo; ed infine, dall'ultimo ventennio del XIV secolo, Firenze, del resto vero “convitato di pietra”, costantemente capace di esercitare pesanti condizionamenti ben prima della sua diretta acquisizione dell'area nell'anno 1384. Ad un livello inferiore le singole, minimali, comunità della Valle di Chio e della porzione della Val di Chiana immediatamente prospiciente. Realtà come Brolio, Ruccavo, Senaia, Noceta, Pieve di Chio, Petreto, Pergognano...;. Piccoli villaggi ma, ...........

CRONOSTORIA

Il castello di Montecchio Vesponi faceva parte dei vasti possedimenti dei Marchesi del Monte, eredi del Marchese di Toscana, che estendevano il loro potere in un’ampia area situata tra l’Umbria settentrionale e la Toscana meridionale.

1014  -  L’Imperatore Enrico II conferma alla potente Abbazia di Farneta un privilegio su “castrum montis Guisponi”.

1234  -  I Conti di Campelle, della consorteria dei Marchesi del Monte, vendono Montecchio Vesponi e il suo contado al Comune di Arezzo. Tale Comune ricostruisce la cinta muraria e concede livelli a censo per varie casette. Nel 1281 vi sono 56 fuochi. Montecchio si costituisce in piccolo Comune autonomo con dipendenza da Arezzo che ne ratifica gli Statuti.

1289  -  Dopo la Battaglia di Campaldino, Montecchio entra a far parte dei possedimenti fiorentini. Successivamente passa più volte di mano in quanto conteso tra Arezzo, Firenze e Perugia.

1381-1384  -  Il Castello viene occupato dal condottiero di ventura Giovanni Acuto (Sir John Hawkwood), che è riconosciuto quale legittimo possessore dal Comune di Firenze.

1394  -  Dopo la morte dell’Acuto, la vedova Donnina Visconti perfeziona la vendita del Castello al Comune di Firenze. “Novella CLXXXI” di Franco Sacchetti su l’Augut nel suo castello di Montecchio.

Vista interno castello

1411  -  Decade l’importanza strategica di Montecchio, perché anche Cortona passa sotto il dominio fiorentino, divenendone il nuovo avamposto.

1503  -  Leonardo disegna, per il Comune di Arezzo le mappe della Val di Chiana, con il Castello che domina la parte centrale e più estesa del grande lago-palude.

1608  -  Cabreo con rilievo ed alzato del Castello e - ai piedi della collina - il primo nucleo della Fattoria Granducale di Montecchio con la “casa di S.A.S. dove sta il fattore”.

1641  -  Tommaso Capponi viene infeudato dal Granduca Ferdinando II del Castello di Montecchio, eretto a marchesato. Pochi anni, dopo il Castello torna in possesso del Granduca, per estinzione della linea Capponi primogenita.

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1770  -  “Pianta Topografica del Territorio Cortonese” con Castiglione, Montecchio, Cortona e i vasti territori recuperati dalla bonifica.

1774  -  L’amministrazione comunale di Montecchio Vesponi viene soppressa ed accorpata a Castiglion Fiorentino. L’abbrogazione è motivata dallo spostamento della popolazione, che trova casa e lavoro nella nuova Fattoria.

1823  -  Mappatura del Castello nel “Catasto Leopoldino”.

1873-1877  -  Il banchiere e mecenate Giacomo Servadio, dopo l’unificazione italiana acquista la Fattoria Granducale di Montecchio, rileva il Castello dai vari proprietari - casa per casa, rudere per rudere - e ne inizia il restauro, interrotto da una morte improvvisa e prematura.

1874  -  Giuseppe Ghizzi pubblica “Cenni storici sopra il Castello di Montecchio Vesponi e suo Comune”.

1889  -  Temple Leader e Marcotti pubblicano - in italiano e in inglese - “Giovanni Acuto storia d’un condottiere”.

1890  -  Gli eredi Servadio vendono la Fattoria di Montecchio alla famiglia Gattai, unitamente a quanto resta dell’antico Castello.

1909  -  Girolamo Mancini pubblica “Cortona, Montecchio Vesponi e Castiglione Fiorentino”, nella Collezione di Monografie Illustrate della serie “Italia Artistica”, con alcune bellissime foto delle Arti Grafiche di Bergamo.

1913  -  Il Ministero della Istruzione Pubblica notifica il vincolo conservativo del Castello per “importante interesse”.

1914  -  Maria Budini Gattai consolida la Torre di Avvistamento con catene e tiranti.

1919  -  3 cartoline di Alinari I.D.E.A. ritraggono l’interno e l’esterno del Castello.

1975  -  Mario Tabanelli  pubblica “Giovanni Acuto capitano di ventura”, per la collana “Avvenimenti e uomini di Romagna”.

1979  -  Dopo alcuni decenni di abbandono, pressata da ingiunzioni a consolidare, la Società Agricola la Fiorentina della famiglia Budini Gattai vende il Castello ad Orietta Floridi Viterbini, che ne avvia il recupero, sia con fondi propri che con fondi pubblici.

1980  -  La BBC gira una scena di assedio per il filmato televisivo “I Borgia” con lo sfondo del castello. Giuseppe Caciagli  pubblica “I Feudi Medicei”, con una bella foto di Montecchio sulla copertina.

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1984  -  La proprietaria, per il restauro del Castello, ottiene il premio internazionale "Anne de La Rochefoucauld de Amodio".

Sbandieratori

1986  -  Emissione di un francobollo nella serie Castelli d’Italia e foglietto filatelico con la riproduzione dell’affresco di Paolo Uccello in Santa Maria del Fiore a Firenze, che rappresenta Giovanni Acuto (Sir John Hawkwood) sul suo destriero.

1987  -  Primi “Incontri al Castello” con la mostra di sculture e multipli di Sinisca.

1988  -  Illuminazione del monumento sponsorizzata dal Lions Club Cortona Valdichiana. Mostra del fotografo Sante Castignani.

1989  -  “I giovani incontrano l’Europa”: festa con Gruppo storico e sbandieratori e premi per i giovani della zona. Una favola fantastica di Daniela Piegai "La Fabbricante di Storie" - ambientata nel Cassero del Castello - diventa un fumetto disegnato da Marinella Di Gennaro. Mostra di grafica di Marinella Di Gennaro. Mostra fotografica del gruppo Amici del Castello: “MONTECCHIO 1979 – 1989” con foto di Claudio Amadori. Spettacolo del Gruppo Teatrale di Castroncello.

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1990  -  Mostra della scultrice Alba Gonzales. Stage Texas A & M University. L’Arch. Duane Campbell dona il plastico del suo progetto-proposta.

1991  -  Collettiva di grafica. Spettacolo teatrale in vernacolo del Gruppo Teatrale di Castroncello.

1992  -  Visita di Queen Elisabeth, regina madre d’Inghilterra, accolta dal Gruppo Storico e Sbandieratori diCastiglionFiorentino. Mostra di opere di scultura e grafica di Giacomo Manzù.

1993  -  Concerti a luglio. Santino Gallorini pubblica “Montecchio Vesponi un territorio, un Castello e una comunità”.

1994  -  Daniela Piegai pubblica “Giovanni Acuto da una favola inglese a una chimera toscana”, illustrata dai bambini della Scuola Elementare di Montecchio. Concerto per il sesto centenario della morte del condottiero con musiche di Daniele Lombardi e la partecipazione di Roberto Fabbriciani. Il Gruppo Teatrale di Castroncello mette in scena la “Novella CLXXXI”di Franco Sacchetti.

1995  -  Esce il quaderno di Biblioteca n. 9 “Echi e Memoria di un Condottiero. Giovanni Acuto”, con una breve prefazione di Franco Cardini che lo definisce ‘Signore della Guerra’.

1996  -  Il Prof. Ing. David Allen della Texas A & M University pubblica uno studio scientifico sulla Torre di Avvistamento su “Structural design and Construction”.

1997  -  Tesi di Architettura della Facoltà di Firenze di Felicita Nocentini e di Daniela Polezzi incentrata sul restauro della Torre di Avvistamento.

1999  Il castello viene inserito nell’Albo d’Oro delle Dimore Storiche d’Italia.

2000  -  Apertura nell’ambito della manifestazione della REGIONE TOSCANA “Architetture di Toscana: visite di primavera 2000”. Concorso “I giullari di Montecchio, Giovani in giostra” dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Castiglion Fiorentino.

2003  -  Duccio Balestracci pubblica “Le armi i cavalli l’oro, Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento”.

2004  -  Frances Stonor Saunders pubblica “Hawkwood Diabolical Englishman”. Nove studenti di un Master della Texas A & M University, presso il Santa Chiara Study Center di Castiglion Fiorentino, progettano soluzioni per il riuso del Castello.

torre d'avvistamento

dal 2005, finalmente consolidata la grande torre d’avvistamento, grazie all'intervento della Presidenza del Consiglio, il Castello riapre alle consuete attività culturali.

dal 2006, Fabio Giovannini e Paola Recchioni - che hanno partecipato alla "Campagna di scavi al Castello" del mese di luglio - si laureano in Archeologia Medievale con una tesi su "Montecchio Vesponi e il suo territorio", presso l'Università degli Studi di Siena, Facolta di Lettere e Filosofia, sede di Arezzo. Il loro studio viene premiato con il massiomo dei voto e la lode.